Il commissario tecnico della Francia prosegue la sua avventura in Polonia alla guida dello Zaksa in campionato, una scelta vincolata dalle regole italiane relative al cumulo di incarichi. Per poter allenare contemporaneamente in Italia, avrebbe dovuto affrontare una penale economica considerevole nel settore maschile, mentre nel femminile tale limitazione non esiste. Una situazione che evidenzia un'incoerenza normativa che coinvolge anche altri tecnici di spicco.
Giani non si vede come un professionista in fuga, bensì come un esperto che sfrutta le opportunità globali offerte dall'attualità lavorativa moderna. La sua famiglia lo segue nei trasferimenti internazionali, circostanza che a suo avviso esclude la qualifica di esodo. L'allenatore ripercorre anche i propri rimpianti da giocatore, lamentando di non aver colto occasioni estere che avrebbero arricchito il suo bagaglio tecnico e personale.
Su questa tematica ha addirittura tentato di sensibilizzare le istituzioni, ricevendo però riscontri deludenti. Giani riflette criticamente sul conservatorismo italiano che limita le opportunità ai giovani talenti, sottolineando come molti ninetenni meriterebbero più spazio nelle competizioni ufficiali per accumulare esperienze decisive nella loro crescita calcistica.
Fonti
- Quotidiano Sportivo · 16/10/2026


